mercoledì 28 marzo 2012

The Assassin Cake

Il sole riflesso sulla ghiaia del piccolo parco mi acceca, il trench nero con il bavero rivolto all'insù, gli occhiali neri alla Coco, avrebbero dovuto mimetizzarmi e invece spicco come un "papavero in mezzo a un campo di margherite" (cit.Rosetta). Un gruppo di ottenni giocano a calcio e sbagliano il tiro, mi giro e senza scostar l'occhiale, rinvio il pallone di punta. Proseguo verso il cooperativo supermercato. L'umore non è dei migliori, vista la débacle dei biscotti nocciola e caffè. I dubbi mi tormentano, perché la Sig.ra Carla mi ha tradito già alla quarta ricetta? Sono io che sbiello? È la bilancia che dà i ciocchi? Una cospirazione, certo una cospirazione. Forte degli insegnamenti di Sun Tzu e l'Arte della guerra, vado in avanscoperta: conosci il territorio e prendine possesso. Entro. Voglio solo i miei amaretti e del gran burro.  In tasca il piano d'azione. Devo sapere se questo è il luogo giusto per armare la mia cucina. La risposta è sì, me lo conferma un indigena dal camice giallo. Memorizzo, tornerò più avanti, per i 252 biscotti che fecero l'impresa. Ora, alla base a cercar conforto, sicurezza e gratificazione nella Torta Assassina.

La foto l'ho fatta io e si vede!

Questo dolce, la cui ricetta arriva dritta dritta dalle mani di mia suocera, non è solo una delizia per il palato ma lo è anche per la psiche in modo polivalente. Calorie, linea e dieta, lasciamoli alle passerelle. Assassina perché? La guardi, chiedi cosa c'è dentro, capisci che dovrai correre due ore sul tapis roulant per smaltire mezza fetta e ne chiedi una sottile. L'annusi, la mordi e l'hai già finita. Ne vuoi un'altra, di fetta. Grande. Forse anche una terza, taglia M, questa volta. La torta non c'è più, lo stomaco chiede pietà. Detto questo, ci vuole un attimo a farla, si scarica un po' di tensione, vi spiego poi il perché, la hola da curva è assicurata e le stockoptions dell'io schizzano, tanto da costringere la Borsa chiudere.

Vamos con la ricetta. Essa rispetta le leggi dell'assioma del 321. A cui però, va aggiunto un postulato. Il mood della preparazione è svacco totale, pensate alla Jamaica e canticchiate Bob Marley, o la cosa che più vi trasporta nel mondo della non preoccupazione. Ricordate questo è confort food!


Cosa ci serve? 300gr di farina, 300 gr di zucchero, 3 uova, 200 gr di burro (in realtà 300 ma da qui il postulato salva coronarie), 200 gr di amaretti, 100 gr di yogurt bianco (sostituiscono l'etto perso del burro), 100 gr di cioccolato fondente, 1 mela, 1 bustina di lievito, un pizzico di sale, una spruzzatina di succo di limone, zucchero a velo quanto basta, 2 ciotole, le fruste elettriche, leccapentola, coltellochetaglia, tortiera, carta forno. 
In una delle due ciotole mettete la farina, il lievito e lo zucchero e dategli una girata, aggiungete i tre rossi e mescolate bene, aggiungete poi lo yogurt. Nell'altra ciotola sbattete le chiare (con un pizzico di sale, me l'ha detto la suocera e funziona) a neve ferma (il trucco è utile anche se Montersino non lo dice), mentre sul fornello fate sciogliere il burro. Appena si è raffreddato unitelo al composto, poi con calma unite le chiare. Amalgamate bene. Non aprite la confezione di amaretti, dategli giù di brutto con i pugni, il mattarello... e riduceteli in poltiglia. L'operazione porta giovamento, sempre. Prendete poi il cioccolato e dopo averlo maltrattato un po' a confezione chiusa, altra soddisfazione, prendete il coltello e finitelo in scaglie, o come viene viene. La mela... che cce vò, la sbucciate e come più vi aggrada la tagliate  a fettine sottili.
Nella grande ciotola aggiungete cioccolato, amaretti (estratti dalla confezione) e la mela, girate mooolto bene. Se assaggiandola vi sembra nauseabonda e simile all'impasto del torrone, vuol dire che ci siamo. Se volete un tocco di classe aggiungete il limone, non si sentirà ma toglierà un po' di dolce (trucco della Mianonnadorata).
Forno pre riscaldato a 180°, check della temperatura e per mezz'ora dimenticatevi della torta. Forno statico. Quando avrete finito di rilassarvi e il timer suonerà, controllate al centro con uno stecchino. Se è il caso... ancora due minuti. Poi fuori da forno a raffreddare, quando è fredda, ma proprio fredda, una bella spolverata di zucchero a velo.  E poi godetevi gli applausi!

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